Morellino di Scansano Erik Banti 2016

Personaggio eclettico e poliedrico, nato tra i vigneti ma cresciuto da sportivo, corridore e giocatore di golf, ma anche artista, fotografo di riviste blasonate o alla corte dei set cinematografici di Fellini o Zeffirelli, per poi trasformarsi ancora nel proprietario di affermati ristoranti maremmani, Erik Banti noi lo conosciamo per le etichette con le quali popola gli scaffali buoni della grande distribuzione. La principale creatura della casa vinicola di Banti appartiene alla denominazione che egli stesso ha contribuito a rendere famosa pochi anni dopo la ratifica, avvenuta nel 1978 (DOCG dal 2006): il Morellino di Scansano; la vinificazione in azienda ha inizio in un’epoca in cui il vino locale rappresentava poco più di un prodotto agricolo o folcloristico da vendersi in grandi damigiane per il consumo domestico, oppure destinato ad appagare la smania di autenticità rurale degli assetati turisti metropolitani in visita all’entroterra dalle vicine spiagge. Oggi Il Morellino di Erik Banti, dopo anni di perfezionamento delle tecniche sia in vigna che in cantina, è un vino realizzato tramite macerazione delle uve di 10 giorni sulle bucce e successivo affinamento in “scintillanti” vasche d’acciaio inox per circa 12 mesi. Non sono previsti lunghi affinamenti in bottiglia, e non resta che assaggiarne la versione 2016.

Ci è sembrato così:

Aspetto – Rubino brillante.
Olfatto – Caldo, fragrante e speziato, non rinuncia tuttavia alla discreta freschezza di un frutto dai bei toni di prugna matura sormontato, specie dopo una pausa nel calice, da sensazioni affumicate a tratti cioccolatose, infine vegetali con ricordi di coriandolo.
Gusto & Struttura – Al palato è fragrante ed avvolgente, tuttavia non del tutto smussato ma croccante di tannino; mostra tonalità fruttate ben scolpite, forse più acerbe che all’olfatto ma in compenso assai golose, accompagnate da sentori speziati; discretamente lungo nel finale, chiude su tenui tonalità di datteri e uva passa.
Gradimento (82/100) – Sorta di Chianti sbarazzino, fratello minore più “accessibile” ma non per questo privo di complessità e finezza aromatica (forse per via della piccola quota di Merlot?); connotato da venature scalpitanti e giovanili, ripone soprattutto nella freschezza golosa il proprio tratto distintivo e di vantaggio.

Uvaggio: Sangiovese (85%), Alicante (10%), Merlot (5%)

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