Salice Salentino Riserva “50° vendemmia” Leone de Castris 2008

Il mio rapporto con i vini pugliesi, fino ad oggi, è stato caratterizzato da numerosi, troppi, incidenti di percorso. Colpa mia, senza dubbio, che non ho avuto tempo e volontà sufficienti per esplorare con maggiore attenzione la produzione vinicola di una regione che si colloca, in termini di quantità, al primo posto della classifica nazionale. Normale che, in mezzo a una mole tanto ragguardevole di bottiglie, si annidino spesso e volentieri offerte di qualità piuttosto scadente. Eccezion fatta per qualche valido Primitivo, il vino proveniente dal tacco dello stivale che ho bevuto fino ad ora non mi ha mai convinto. Ripeto, non ho guardato all’elite, cercando più che altro tra gli scaffali dei supermercati roba a buon mercato, oppure ordinandone presso qualche trattoria. Ma il problema è che, anche a volere spendere di più, non sembra facile, alle nostre latitudini, reperire prodotti di un certo blasone.
Pertanto l’altro giorno, quando all’Esselunga ho scorto questo Salice Salentino Riserva disteso sulle mensole lignee dedicate ai vini buoni, la curiosità di provarlo è stata irresistibile.

A noi è sembrato così:
Aspetto – Rubino scuro, riflessi granati.
Olfatto – Curiosamente di modesta intensità, l’ho estratto inizialmente a fatica; poco dopo si è però fatto strada un inquietante e persistente sentore di legno che mi ha condotto alla scoperta: barricato.
Gusto & Struttura – Vellutato nonostante il tannino distintamente percepibile (ma non sgradevole), riflette l’olfatto rendendo ancor più netta la barrique prepotentemente distinguibile sin dalla prima boccata. L’ingresso infatti è rotondo e dolcissimo, vanigliato, con ricordi di caramello.
Gradimento (68/100) – L’effetto è senza dubbio quello di un sapore gradevole e bevibile, a scapito però dell’intento di conoscere finalmente il vero Salice Salentino; dubito infatti che le caratteristiche sopraesposte, riscontrate peraltro in centinaia di altri esemplari dalla provenienza più disparata, ne costituiscano le peculiarità reali. Inoltre, sono andato a verificare sul sito del Produttore ed ho scoperto persino una linea detta “I barricati”, cui l’esemplare degustato non appartiene nonostante i suoi 12 mesi di affinamento in botti di rovere. La fermentazione malolattica (dichiarata sempre dal Produttore), infine, ha probabilmente assestato il colpo di grazia alla personalità di questo vino, risultato per i miei gusti molto, troppo, ammorbidito e addomesticato.

Scheda tecnica:
Stato:
Italia
Regione: Puglia
Vitigno: Negroamaro 90%, Malvasia Nera di Lecce 10%
Gradazione: 13°
Tipologia: Fermo secco

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