Brunello di Montalcino Pian delle Querci 2009

brunello-di-montalcino_pian-delle-querci_naPeccato, quando siamo stati a Montalcino circa quattro anni fa, non essere riusciti a recarci di persona presso l’azienda agricola Pian delle Querci. I prezzi del loro Brunello, ricavato dai soli 6 ettari coltivati a Sangiovese sui 50 totali di proprietà (ma di cui solo 8,5 a vigneto), sono risultati onesti persino presso il centralissimo Mercato del Duomo, l’emporio di recente apertura situato nel cuore del centro storico milanese, a due passi dala gotica cattedrale. Fu lì, al secondo piano di un edificio d’angolo tra la Piazza e la galleria Vittorio Emanuele II, che acquistammo il presente esemplare non più tardi di due estati fa. In effetti chi, tra gli amanti del genere, non avrebbe pagato soli 18€ per una bottiglia prodotta da una cantina familiare distintasi per essere stata in grado negli ultimi anni di realizzare, con sorprendente continuità, vini di grande spessore e assai varietali secondo criteri di stampo tradizionalista? Lunghe macerazioni sulle vinacce con frequenti rimontaggi scalari, fermentazione in tini d’acciaio, invecchiamento di 3 anni in botti grandi da 50 ettolitri e successivo affinamento di almeno 10 mesi in bottiglia, sono alcune tra le fasi necessarie alla realizzazione del Brunello Pian delle Querci che si propone di “esprimere ciò che la terra in questa zona può dare”. E la terra, sulle basse colline nei dintorni di Montalcino, sa essere molto generosa con chiunque possieda l’arte di lavorarla.

Ci è sembrato così:

Aspetto – Rosso granato con riflessi mattone scarico.
Olfatto – Un esordio finemente  speziato ed elegante precede il frutto carnoso dai ricordi di ribes nero, che si offre avvolto da franche sensazioni floreali (arancio, tiglio, gelsomino…); dopo una pausa nel calice, e in special modo su roteazione, compaiono netti sentori di carne cruda, e le componenti terziarie si infittiscono, apportando note di liquirizia e tabacco.
Gusto & Struttura – Esordio speziato e carnoso, dal buon supporto acido, poi leggermente ruvido a centro bocca; la progressione è gustosa, il frutto maturo, e il complesso aromatico abbastanza terziarizzato; chiude lungo, ancora speziato, con note di rabarbaro e sensazioni da succo d’arancia.
Gradimento (83,5/100) – Nel complesso assai ben fatto e convincente, il naso appare tuttavia più intrigante ed “eclettico” rispetto a un gusto che possiede nell’equilibrio il proprio punto di forza (la spalla acida ben bilancia la maturità del frutto); per il resto si mostra “semplicemente” quanto rigorosamente disciplinato e varietale.

Uvaggio: Sangiovese (100%)

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