Castagnole Monferrato e le cantine del Ruchè

Provenendo dallo svincolo autostradale di Asti Est, la SP14 conduce a Castagnole attraversando il Monferrato fino al crinale sul quale sorge il borgo, posto lungo la linea ideale che ne distingue la parte Astigiana da quella Casalese. Il luogo è quello d’elezione per quanto attiene la produzione DOC fondata sul vitigno Ruchè: uno di quelli (diremmo insieme al Pelaverga o al Lacrima per citare alcuni esempi) in grado di offrire soddisfazione anche a degustatori meno esperti: caratteristiche distinguibili, peculiari, più facilmente descrivibili rispetto a realtà maggiormente impegnative e articolate. Nondimeno il vino che ne deriva è a nostro avviso tra i più affascinanti (e rari) del panorama enologico piemontese, e principalmente ad esso abbiamo voluto dedicare un’intera giornata allo scopo di recarci presso alcuni tra i migliori produttori.

Le cantine del Ruchè…

Seguendo il percorso della provinciale, poco prima dell’ingresso nel centro abitato sulla destra si trova il complesso di Ferraris: alcuni dei suoi Ruchè sono in vendita anche presso la grande distribuzione, e noi per questa volta ci siamo limitati ad acquistarne in loco la sola grappa monovitigno. Poco oltre, la strada cambia nome divenendo via Roma per sfilare attraverso le abitazioni del borgo: un varco tra i caseggiati immette nel cortile interno della masseria di Massimo Marengo, dove siamo stati accolti da una ragazza molto giovane che ci ha offerto in degustazione il Ruchè Etichetta Nera, prodotto da vigneti più esposti al sole, ma anche più alti e più vecchi rispetto a quelli che concorrono alla produzione di Etichetta Bianca. Una deviazione verso Montemagno ci ha quindi consentito di arrivare presso Montalbera, dove abbiamo potuto rimediare all’inconveniente occorso la volta precedente, quando non trovammo nessuno in azienda nonostante avessimo avvisato del nostro arrivo. Ironia della sorte, sebbene stavolta la sortita sia scaturita da una decisione del tutto improvvisata, un pizzico di fortuna ci ha consentito di accodarci ad alcuni acquirenti che avevano appena terminato i loro acquisti: una signora molto seria e professionale ci ha presentato la vasta gamma dei prodotti aziendali, tra i quali abbiamo scelto di portare a casa il Ruchè “La Tradizione”, il Calypsos (blend di vitigni semiaromatici internazionali quali Chardonnay, Sauvignon e Viognie), e alcuni spumanti metodo Martinotti: il rosè brut Roseus (rifermentazione in purezza di Grignolino d’Asti) e l’extra-dry Leykos (rifermentazione in purezza di Barbera d’Asti).

Rientrati a Castagnole, il nostro desinare è stato affidato alla collaudata trattoria “Da Geppe“: ottimi i ravioli al Castelmagno (unica pecca quella di essere un po’ pochi…), e i bocconcini stufati al Ruchè.

…e quelle della Freisa e del Grignolino.

Superato Castagnole, la SP14 termina il suo tratto in provincia di Asti per addentrarsi in quella di Alessandria, dove diventa SP52. Una svolta a sinistra in località Ca’ Baldea di Vignale Monferrato conduce verso la tenuta di Canato, produttore conosciuto circa due anni fa. Questa volta a fare gli onori di casa abbiamo trovato la moglie, con la quale s’è intavolata un’interessante discussione circa il prezzo eccessivo di certi vini blasonati a fronte della loro effettiva qualità: abiamo voluto chiarire come davvero nulla, a nostro modesto avviso, giustifichi l’esborso di cifre talvolta dai “due zeri” in su. I vini assaggiati (molto generosa, come sempre, la degustazione) hanno contemplato il Grignolino Celio 2010, ben speziato e con evidenti note pepate; la Freisa Milana 2010, dal timbro molto vegetale e ben smussata; quella del 2012, più piacevolmente acida e “ruvida”; e il Mosto d’uva parzialmente fermentato (si tratta di Moscato, ma fuori zona non se ne può abusare la denominazione): assai bevibile e succoso e tuttavia affatto grasso né stucchevole. Ci siamo in ultimo addentrati in Vignale per recarci da Oreste Buzio, dove abbiamo acquistato appena un paio di bottiglie dei suoi Freisa e Grignolino più recenti che ci riserviamo di riassaggiare con maggiore calma…

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2 risposte a “Castagnole Monferrato e le cantine del Ruchè

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